venerdì 2 aprile 2010

Favia lancia il suo programma per la Regione

Blocco dei piani regolatori. Taglio ai finanziamenti alle scuole private. Parchi eolici di proprietà dei cittadini. Solarizzazione dei tetti con un "service" regionale. Smaltita la sbornia post-elettorale, il grillino Giovanni Favia risponde al Pd con sei proposte concrete. Concretissime. Veri e propri disegni di legge «che i Democratici possono discutere, modificare e votare con noi in consiglio regionale». Esclusi gli «accordi politici» e le «trattative sottobanco». Nell' era dell' antipoli tica ci si confronta solo sui singoli progetti. E sotto «l' occhio attento di una webcam». Mentre Beppe Grillo sul suo blog annuncia il ricorso alla Corte Costituzionale contro il terzo mandato di Vasco Errani e Roberto Formigoni, sotto le Torri vanno in onda le difficili prove di dialogo tra Pd e grillini.

Ci ha provato ieri mattina in radio, senza molto successo, il consigliere regionale Antonio Mumolo. Ma ci prova anche il segretario regionale Stefano Bonaccini, che già prima delle elezioni aveva aperto al confronto con i grillini sulla green economy e che all' indomani del voto ha rinnovato il suo invito al confronto. Ma il leader del movimento "Cinque stelle" Favia mette paletti: «Non basta mettere insieme due parole inglesi, green economy, per essere d' accordo». Così, se i Democratici affilano i coltelli in vista del congresso, lui scende sul terreno del «nero su bianco», e traccia il suo programma di mandato. A cominciare proprio dall' economia verde.

«Noi proponiamo in primo luogo di creare una raffineria di silicio, che è il materiale del futuro, in Emilia Romagna. In secondo luogo chiediamo un piano di investimenti per la ricerca, che aiuti le aziende di packaging a convertirsi a materiali riciclabilio riutilizzabili». Ma la «rivoluzione ecologica» della regione che passa anche attraverso l' energia pulita. «L' idea è quella di creare un Energy Service Company regionale per installare pannelli solari a tappeto. I costi si ammortizzano con la vendita dell' energia ai cittadini, che invece di pagare la bolletta all' Enel pagherebbero i a rate i pannelli solari alla compagnia regionale». Per non parlare della "grana" dell' urbanistica. «Vasco Errani in campagna elettorale ha detto che vuole lo "stop al consumo di territorio". Benissimo, noi siamo d' accordo. Ma per farlo davvero bisogna bloccare tutti i Poc, i piani operativi comunali, che non siano già in corso. Al loro posto si può lanciare un piano di "rigenerazione urbana", che comprenda riconversione energetica e di ristrutturazione edilizia pubblica e popolare». Chiamato da Bonaccini a dire la sua sui temi della scuola («Vogliamo dialogare con i grillini, ma non sappiamo cosa ne pensano dei tagli della Gelmini»), Favia alza la posta: «Siamo contrari alla riforma Gelmini, ma quello è un tema nazionale. Piuttosto proponiamo di togliere tutti i finanziamenti pubblici alle scuole private paritarie, eccetto le materne, per le quali c' è un problemi di posti e di liste d' attesa. E di destinare quei fondi alla scuola pubblica». E ancora, sui rifiuti, va all' attacco di Hera: «Proporremo una legge per impedirea chi raccoglie i rifiuti di occuparsi anche dello smaltimento.

Fare entrambe le cose crea un gigantesco conflitto di interessi, perché Hera guadagna dallo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, e quindi non ha interesse a incoraggiare la raccolta differenziata. Seconda cosa: introdurre ovunque il porta a porta, con l' eliminazione dei cassonetti e il pagamento della tassa non in base ai metri quadri ma in base al "peso" dei rifiuti, e cioè dell' inquinamento che ciascuno produce». E alla fine Favia salta anche sul treno della "partecipazione", cavallo di battaglia del Pd: «Per noi la democrazia partecipativa passa attraverso una legge regionale per l' istituzione del referendum deliberativo. Si tratta di dare ai cittadini la possibilità di proporre e approvare con un referendum le proprie leggi. In Svizzera esiste. L' Emilia Romagna potrebbe essere la prima regione a istituirlo. Il Pd ci sta?».

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giovanni grandi

http://giograndi.blogspot.com/



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